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Sunday, January 7th, 2018
5:00 PM
Ho pensato di proporre alla Compagnia Namastè, con la quale collaboro da diversi anni, questo testo, perché lo trovo perfettamente confacente al tipo di indagine sul Teatro toscano che da anni sta portando avanti con successo. Credo che pochi personaggi come Gianni Schicchi; personaggio storico, fiorentino, della famiglia Cavalcanti, vissuto nel secolo XIII, e ricordato da Dante (Inferno XXX,32) come falsario, rappresentino l’essenza del carattere fiorentino, la sua arguzia, la sua fantasia, una certa dose di “mascalzonaggine” che non riesce comunque a scalfire la sua naturale simpatia. Non ho ritenuto necessario apportare serie modifiche a questo testo rappresentato per la prima volta nel settembre 1918 dalla Compagnia Talli-Melato-Betrone al Teatro Olympia di Milano, e che ha dato lo spunto a Giacomo Puccini per la sua celebre opera, perché lo trovo, così com’è, un testo compiuto, sagace e divertente. Tutto ruota intorno al denaro di Messer Buoso, intorno a chi si arricchirebbe di più sposandolo e nel secondo atto, dove l’azione più si distende e prende corpo, intorno a chi più interesse avrebbe nel vedersi erede. Quasi tutti entrano in gioco con rovesciamenti di prospettive e cattiverie più o meno accennate. Ma il gioco è divertente, brioso, anche se mette a nudo, senza fronzoli, molta miseria umana, la stessa , purtroppo, che dagli anni in cui è stata scritta la commedia ci accompagna anche oggi. Ma interviene Gianni Schicchi…… SPETTACOLO DI FINE ANNO CON BRINDISI DI MEZZANOTTE