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Tuesday, April 3rd, 2018
9:00 PM
SPETTACOLO FINALISTA INBOX DAL VIVO 2017 IDEAZIONE E REGIA STEFANO CORDELLA DRAMMATURGIA COLLETTIVA CON FRANCESCA GEMMA, VANESSA KORN, UMBERTO TERRUSO, FABIO ZULLI DISEGNO LUCI MARCELLO FALCO COSTUMI E REALIZZAZIONE SCENE STEFANIA CORRETTI, MARIA BARBARA DE MARCO ORGANIZZAZIONE VALERIA BRIZZI UNA PRODUZIONE OYES Dopo aver esplorato le conseguenze dell'abbandono in Va tutto bene, la Compagnia Oyes porta avanti la sua ricerca tra le crepe e le contraddizioni dell'animo umano. Vania racconta le paure, le frustrazioni e il senso di vuoto dei nostri tempi attraverso una drammaturgia originale costruita a partire dai temi e dai personaggi principali di Zio Vanja, uno dei capolavori di Anton Cechov. «Tutti, finché siamo giovani, cinguettiamo come passeri sopra un mucchio di letame. A vent'anni possiamo tutto, ci buttiamo in qualsiasi impresa. E verso i trenta siamo già stanchi, è come dopo una sbornia. A quarant'anni poi siamo già vecchi e pensiamo alla morte. Ma che razza di eroi siamo? Io vorrei solo dire alla gente, in tutta onestà, guardate come vivete male, in che maniera noiosa. E se lo comprenderanno inventeranno sicuramente una vita diversa, una vita migliore, una vita che io non so immaginare». Così scriveva Anton Cechov in una delle sue lettere. Ed è proprio dalla stessa pervasiva sensazione di stagnamento ed immobilismo che è nata la necessità di questo lavoro. Come la maggior parte dei trentenni anche noi ci ritroviamo in un limbo poco rassicurante e per non sentire il vuoto ci aggrappiamo al passato e guardiamo al futuro con poche speranze. Il rischio è quello di sopravvivere galleggiando nel "letame" di cui scrive Cechov. E così abbiamo deciso di raccontare le paure, il senso di vuoto, la difficoltà di sognare dei nostri tempi, attraverso una drammaturgia originale costruita a partire dai temi e dai personaggi principali di Zio Vanja, uno dei capolavori dell'autore russo.